lunedì 10 agosto 2015

Gli Strumenti Musicali nel Modello Benenzon di Musicoterapia


Il Seminario di Primo Livello della Scuola di Musicoterapia del Modello Benenzon, che ho seguito lo scorso maggio,  è stato molto interessante e stimolante, ricco di spunti anche per il mio lavoro di DMT.

In particolare, facilmente applicabili, sono le sue regole sull' uso degli Strumenti Musicali da presentare nel Setting.
Si rifá alla divisione, un pó modificata,  della classificazione degli strumenti musicali Hornbostel- Sacks, che li divide in 5 famiglie:

  • Strumenti Aerofoni, che emettono un suono per una colonna d'aria che vibra all' interno dello strumento ( flauti, armoniche..);
  • Strumenti Cordofoni, che emettono il suono grazie alla vibrazione di una corda;
  • Strumenti Membranofoni, che vengono percossi con mani o battenti ( tamburi);
  • Strumenti Idiofoni, nei quali il suono è prodotto dalla vibrazione ( piatti, sonagli, maracas); 
  • Strumenti Elettrofoni, non permessi, peró, nel Modello Benenzon.
In questo Modello, poi, sono inseriti anche gli Strumenti Acquofoni, che Rolando Benenzon ritiene portatori di tranquillità in ogni Setting Non Verbale di MusicoTerapia.


La cosa fondamentale, poi, per Benenzon, è il fatto che gli strumenti non siamo di plastica, di ferro o elettrificati, preferendo quelli di legno e con elementi naturali, proprio per le vibrazioni che producono, per la risposta tattile che danno e per le suggestioni simboliche legate a elementi naturale e quindi ancestrali.

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Simbolo e Movimento

In un periodo così razionale e giudicante, come quello che stiamo vivendo, il simbolo potrebbe diventare un importante "salvagente"...